Mille anni or sono iniziai a scrivere qua sopra,per caso direi,per passatempo,curiosità e adesso sembra proprio qualcosa di cui in fondo in fondo non posso fare a meno.Un'abitudine,un vizio,uno sfizio,non lo so,un piccolo semisfogo,perchè del tutto sfogarsi alla mercè del primo maniaco che potrebbe passare da qui o di qualunque persona al mondo possa essere incappata nella mia vita,certo non è possibile,ma è sempre meglio di niente,che poi dovrebbe essere un po' uno stile di vita,è sempre meglio di niente,come disse il lupo dell'uva caduta,in fondo l'altra non riesco a prenderla.
Metafore esistenzialoidi a parte,eccomi qui,finalmente da sola,una mattinata di"lavoro"tutta per me,nessuna collega rompi-scatole,nessun controllo sul modo di fare o il modo di dire,nessuna critica sull'abbigliamento o presunti errori.Mi scorrono davanti tutti i dipendenti dell'azienda in cui lavoro,alcuni sembrano usciti da un film dell'orrore,altri da un manicomio criminale,altri semplicemente hanno l'aria depressa e avvilita,tutti comunque sono di corsa e indaffarati come se stessero facendo la cosa piu' importante del mondo.
A dire il vero io non ho mai sentito questo stimolo.Non mi sono mai sentita di fare la cosa piu' importante del mondo.Piu' che altro mi è capitato di sentirmi l'ansia addosso perchè avevo la sensazione che quello che facevo non fosse abbastanza e mi sono sentita perennemente in colpa per aver dato sempre poca importanza alle cose da fare e ai doveri in general.E non ho mai veramente capito se questo sia un bene o un male.
Ho un sonno che mi uccide,guardo la gente con espressione vuota,non penso a niente mentre li guardo,solo che ho sonno,che vorrei smettessero di parlare e che qualunque cosa mi stiano dicendo non mi interessa minimamente.Ergo non capisco niente di quello che mi viene detto.Avrei bisogno di una bella vacanza,altro che,avrei bisogno di riposarmi a casa forse,ma anche no,perchè alla fine dei conti,Firenze non mi manca troppo,alla fine dei conti,credo di avere una natura zingara,mia mamma me lo ha sempre detto da piccola che mi avevano scambiato gli zingari nella culla e probabilmente non ha tutti i torti,certo è che qualcosa di diverso in me c'è.
Parecchie persone pensano che essere "diversi" sia in qualche modo figo,ti dia un certo "non so che",un'aria interessante.La verità è che essere diversi davvero,il piu' delle volte,non significa essere "fighi",ma significa non riuscirsi a integrare,come sentirsi perennemente un essere estraneo,non so se questa sensazione è data dal fatto che sono figlia unica e sono sempre stata da sola da piccola e quindi mi sono abituata a vivere in un mondo tutto mio e ad alimentare da sola la mia immaginazione,fatto sta,comunque,che negli anni mi ha portato non pochi problemi di convivenza col resto del mondo.Eppure sono un tipo abbastanza espansivo,ma sopportare gli altri,interagirci,simpatizzare addirittura è sempre stata per me fonte di grossa difficoltà.C'è stato un periodo della vita in cui credevo che in fondo si potesse farne a meno,la verità è che non si puo' fare davvero a meno di avere qualcuno che ci ami o di amare qualcuno.E non lo dico per dire,e non mi riferisco solo al fatto di essere fidanzati,parlo anche degli amici,degli animali domestici,mi riferisco a tutto cio' che davvero puo' dare uno scambio affettivo.
Mio padre mi ha sempre detto che la cosa piu' importante sono i soldi.Mia madre la salute.
Ma se si è davvero soli,i soldi non servono davvero a nulla se non a campare in modo vegetativo e piano piano,anche la salute cede.
Io la vedo così.